PROF. LUIGI GABRIELI

      RACCOLTA OPERE PITTORICHE

COMUNE DI MATINO
(PROVINCIA DI LECCE)

ASSESSORATO AI BENI CULTURALI

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MEMORIE
 
         Paese mio, ti ho sempre amato e tenuto presente, ne sono rimasto indifferente alle eventuali trasformazioni o problemi cittadini. Quanti ricordi rimangono nella mia memoria! Il ricordo per il mio paese è sempre vivo. Piccolo di statura, irrequieto e svelto, giravo e correvo su e giù per i vicoli, le piazze e viuzze del mio paese: case tinteggiate di calce rosa, celesti, bianche e verde acqua; cunicoli e archi soleggiati dal caldo d'estate rendeva tipica e bella la sua architettura semplice e lineare. Nell'oscura notte poi, i piccoli fanali a petrolio li illuminava e li rendeva con ombre e fioche luci, scenografico sino alle prime ore del giorno. Che silenzio...... qualche passo cadenzato sui lastroni di pietra dura annunciavano il mattino e la gente al lavoro. Mio paese, quanto eri bello! Sei ancora bello. Quanti vicoli deturpati, quanti piccoli e grandi balconi e mensole scomparse, quanti cortili abbandonati. Da lungo tempo è prevalso su di te, piccolo paese, non la tutela delle cose ambientali ma la scomparsa delle cose naturali artistiche.
          Quanti ricordi! La percorrevo su e giù senza mai stancarmi, dall'alto scorgevo in lungo e in largo tanti paesi vicini, piccoli e grandi, ma non più belli.
          Non hanno mai compreso che progresso è anche conservazione del passato e soprattutto conoscenza del passato e non distruzione di ciò che è vecchio. Progresso è aggiornarsi al nuovo, ma sempre in armonia con le superate, l'una e le altre fanno storia, fonderli senza disunire una equilibrata armonia e far bello il tutto, ciò è progresso. Il lungo mio cammino e l'innumerevoli ostacoli per un vivere semplice e modesto mi hanno tenuto lontano da tè, mio paese, per molti anni. Oggi, un pò stanco ti sono vicino, isolato, ma col pensiero legato ai piccoli ricordi. Ti lasciai a quattordici anni per frequentare la scuola d'arte di Lecce, anni molto duri, non privi di rinunce, i sacrifici per me e per la mia famiglia, poi i lunghi quattro anni di corsi a Firenze.
          Sostenuto moralmente da poche persone del paese, le stesse spinsero e incoraggiarono i miei genitori a farmi studiare arte per ever notato in me una faciloneria a riprodurre e ingrandire disegni. Le possibiltà economiche erano molto modeste, con molti, ma molti sacrifici, i miei genitori riuscirono a farmi frequentare la scuola d'arte.
          Una piccola valigia di legno, poca biancheria personale. Il solo vestito che indossavo in parte consumato costituiva il mio guardaroba:
le difficoltà economiche mi obbligarono a cenare caffè e latte tutte le sere e pasti da fame a mezzogiorno. Non mi mancarono amici di condizioni economiche molto buone, ma il mio carattere sostenuto non rivelò mai la mia fame e i miei duri sacrifici anche quando, e succedeva frequentemente, la sera assistevo alla loro cena a cui generosamente mi invitavano a partecipare. Finiti i corsi di studio a Firenze intrapresi la via del lavoro più sicura a vivere e a far vivere la mia famiglia: la scuola. Decisi di fare l'insegnante di materie artistiche fuori dall'affetto familiare per lunghi anni.
          Vita inquieta e movimentata, non priva di qualche successo e qualche riconoscimento, al non facile impegno come pittore ed educatore. Fu l'entusiasmo della giovane età che mi spinse a partecipare a mostre, a partire dal 1930, Quadriennale di Roma, maggio di Bari, Golfo La Spezia. Premio Avezzano.
          Fu proprio una di queste mostre, la Intersindacale di Roma del 1933 che mi procurò una delle prime soddisfazioni.
C'era il pericolo di rimanere senza insegnamento nell'anno scolastico 1935-1936 e decisi di avventurarmi a Roma presso il Ministero della Pubblica Istruzione per parlare con il funzionario dal quale dipendeva il mio incarico. All'ingresso mi si para contro un gigante baffuto con molti galloni e mi blocca: "Ehi! Lei dove và ?", io piccolo di statura, timido ed inesperto, accennai a spiegare: "Su, nell'ufficio del commendator.... " E quello, prima che finissi la frase: "Alle 10,30!" All'ora stabilita mi fu consentito di passare sino all'anticamera del commendatore.
Rannicchiato sulla panca del corridoio adiacente alla porta del comm. Mastropasqua, capo divisione dell'Ispettorato Artistico, aspettai il mio turno frastornato dal timore di rimanere senza cattedra e, naturalmente, senza stipendio.
          Giunto il mio turno, fu lo stesso funzionario che si fece sull'uscio: "Prego, professor Gabrieli si accomodi. Come sta? In che cosa posso esserle utile? Come va la sua scuola a Sulmona?". Questa inattesa accoglienza da parte di un funzionario che non avevo mai visto prima mi incoraggiò ad esporre la mia situazione e le preoccupazioni che mi avevano spinto a chiedere il colloquio. Ottenni una rassicurante promessa che fu puntualmente mantenuta. Al momento di congedarmi mi disse che all'Intersindacale di Roma aveva visto ed ammirato due miei quadri e, in un articolo, ne aveva anche scritto in termini elogiativi. Quella conversazione fu per me vitale e ricchissima di umanità.
Franco Silvestri, è rimasto il critico più fedele dell'Artista Salentino, coglieva acutamente una delle principali caratteristiche della sua pittura nell'attenzione rivolta al dato paesaggistico. "Un senso acutissimo della composizione e del taglio, un equilibrio di valori cromatici che non lascia
mai adito ad arbitrarie soluzioni o inframmettenze, nato com'è ai fini di una creazione di rapporti tonali e quindi di atmosfera un vigore di disegno che costituisce una delle più pregevoli caratteristiche".
          "Più gli anni passano e più riconosco che dipingere non è facile. Mi spiego meglio: dipingere è facile perché tutti oggi dipingono. Fare dell'arte non è facile. Essa è componente essenziale per fare storia ed è per questo che mi spaventa dipingere. Mi spaventano i critici, i cultori d'arte, i mercanti, gli intenditori, i collezionisti. Ho paura di non operare nel tempo, di essere accusato di faciloneria, di accademismo, di cose già viste e superate. Vorrei che nella mia pittura vi fossero espressioni e pensieri di un mondo nuovo, di cose e luoghi nuovi, per gente di oggi e di domani.... Vorrei restare nel tempo, come testimone della mia capacità di sentire e di vedere il mondo! E pensare sulle cose presenti e future, su ciò che si vede e si vive, su ciò che si ama e si odia, senza allontanarsi dal presente o falsare la realtà; dire delle cose nuove con semplicità e serrata essenzialità, senza perdere nulla del soggetto."
II vecchio maestro (mai aveva detto di sé tanto e con tanta commossa intensità) prosegue: "Questa paura mi ha tenuto lontano dai critici, la paura che non mi capissero, che mi distogliessero dalla mia strada. Perciò sono stato lontano dalle polemiche. Abituato ad insegnare temevo l'insegnamento degli altri che non potevo riconoscere come "maestri" ma solo come interpreti. Neanche oggi sono sereno, anche se sono libero da occupazioni di responsabilità. Sono inquieto e vivo in un clima di avversità e dedico tutto il mio tempo a questo colloquio solitario con la mia terra, la Puglia che amo. Le grandi macchie di terra e di pietre, i grandi vigneti, gli olivi secolari scontorti mi posseggono. Le case tinteggiate di calce bianca, rosa, celeste e rosso mi fermano nella meditazione e nel tentativo di comprendere attraverso il colore il mondo e la natura della mia terra e l'uomo che la vive. Uomini e donne ossute, color terra di siena, che tornano stanchi negli accesi tramonti, mi spingono a comprendere meglio le difficoltà di vivere e operare. Così, la nuvola che passa e si disperde, la pietra che affiora sulla terra arida, il palo della luce o del telegrafo sono la sigla ed il segno espressionistico della mia pittura. Con questa mia confessione non intendo mettermi in una prospettiva culturale e storica. Voglio soltanto documentare la partecipazione della mia pittura nell'ambiente e nel tempo in cui ho lavorato. Se non sempre sono stato compreso, ho dato ragione agli altri pensando di non essere stato sufficientemente chiaro nel mio intento e nei risultati".
 

 

 

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